Rosso fuoco


Due di quelle che vengono comunemente definite “le sette arti” trovano vita in “Rosso fuoco”, opera prima autoprodotta di Alessandro Marchetti. Il quasi ventiquattrenne opitergino, venuto alla ribalta qualche mese fa per il suo blog “Oderzo partecipa”, si affaccia nel mondo della letteratura con un racconto noir in cui sono presenti tutti gli elementi tipici del genere: il detective, i bassifondi urbani, la notte, la polizia arrogante, la bisca, i gangster, il boss, la sua pupa… Quest’ultima, una misteriosa donna dai capelli, appunto, rosso fuoco, compare e scompare più volte nella storia, fungendo da catalizzatore di eventi, e contribuendo ad accrescere il lato più misterioso di una trama dove i colpi di scena di certo non mancano.
Un libro nato come sceneggiatura per un ipotetico film, con la caratteristica decisamente inconsueta di avere in allegato un disco da ascoltare durante la lettura come sottofondo musicale. Le sette tracce del CD, realizzate ed eseguite al piano dallo stesso Marchetti, ben rendono l’atmosfera del racconto ispirandosi alla scena musicale jazz afroamericana degli anni ’30-’40 tanto cara all’autore.
La prefazione è di Lanfranco Malaguti, jazzista di fama europea nonché atipico insegnante di matematica alle scuole medie di Fontanelle.
Marchetti dimostra di avere delle buone potenzialità come scrittore: vedremo mai una seconda voce nella sua bibliografia?

Alessandro Marchetti
Rosso fuoco
pp. 120
Autoproduzione, 2006
€ 14

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