Le solite polemiche natalizie…


E’ morto questa settimana nella sua casa in California Joseph Barbera, 95 anni, disegnatore di origine italiana creatore insieme a William Hanna di cartoni animati indibmenticabili come i Flinstones e Dick Dastardly, e di altri decisamente più dimenticabili come lo Special di Natale degli Antenati e dei Pronipoti, lungometraggio ad alto tasso di buonismo che sicuramente potrete sorbirvi anche quest’anno su Italia 1 nel pomeriggio del 25 dicembre o giù di lì.

A proposito di cartoni animati, l’ultima bricconcellata dell’allegra banda della Rosa nel Pugno è l’inserimento fraudolento di due coppie gay nel presepio di Montecitorio, nella fattispecie due Barbie e due Ken, prontamente rimossi da alcuni uscieri che in questo modo anche ieri hanno potuto giustificare il loro lautissimo stipendio. Ma le polemiche sono scoppiate lo stesso con prese di distanze bipartisan.
La cose più seria l’ha detta, guarda un po’, giusto un deputato radicale, affermando che «Per una cosa del genere Gesù non si sarebbe offeso». E’ vero, forse, ma in casi come questi conta più il modo in cui compi un’azione che l’azione in sé. L’ennesima dimostrazione di quanto sia bislacca l’idea di politica di queste persone. Non capisco cos’abbia la Bonino da spartire con loro (faccio notare che io, la stimo come politico pur non condividendo la gran parte delle sue idee, anche se una volta la stimavo di più).

Ma parliamo di cose “serie”: sta prendendo sempre più piede la moda di rimuovere o modificare i brani con riferimenti a Gesù dalle scalette dei canti natalizi nelle scuole elementari. Questo in nome della solita idea pacata di integrazione e della frase fatta “perché nella nostra scuola ci sono anche bambini musulmani”.

E quando gli angeli dissero: "In verità, o Maria, Allah ti ha eletta; ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo. O Maria, sii devota al tuo Signore, prosternati e inchinati con coloro che si inchinano". Ti riveliamo cose del mondo invisibile, perché tu non eri con loro quando gettarono i loro calami per stabilire chi dovesse avere la custodia di Maria e non eri presente quando disputavano tra loro. Quando gli angeli dissero: "O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro, uno dei più vicini. Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti". Ella disse: "Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata?". Disse: "E’ così che Allah crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo "Sii" ed essa è.

Queste parole sono scritte nientemeno che nel Corano (Sura III, vv. 42-48), libro che ha una certa importanza, cari maestri, per i musulmani. Ne avete mai sentito parlare?

E allora, cari maestri, basta mascherare il vostro mangiapretismo con la storia dell’integrazione: i musulmani lo possono benissimo festeggiare il Natale, perché per loro Gesù è il secondo profeta più importante della loro religione. Non lo sapevate? Allora studiate, e finitela di decidere voi cosa è offensivo e cosa no per l’Islam visto che non sapete nemmeno cosa sia. Lo sapevate? Peggio ancora, siete in malafede. In ogni caso: vergogna.
La scuola è laica? Bene. Allora i canti eliminateli del tutto, e anche l’albero, il presepe e tutto il resto dalla scuola, così la smetterete di inculcare nei bambini solo l’idea commercial-profana di questa festa. I genitori si lamentano? Cavoli vostri. Dimenticavo: dovete andate a lavorare il 27 dicembre, poi.

Tutto questo mi ricorda uno dei primi episodi trasmessi in Italia del celebre cartone animato “South Park”. Il bambino ebreo partecipa alla recita di Natale, la madre viene a saperlo e scalpita: “Mio figlio è ebreo, non può fare Giuseppe di Arimatea!” (Ho scritto giusto: Giuseppe di Arimatea. Errore voluto dagli autori? Chi lo sa. Tra l’altro di che nazionalità era san Giuseppe?)
In seguito questa mamma trascina con sé le altre mamme riuscendo ad eliminare ogni simbolo religioso dalla festa natalizia della scuola. Viene così chiamato a suonare il compositore minimale Philip Glass, con il risultato che la festa diventa una festa mesta. Decisamente mesta. Questo episodio, datato 1997, fu quanto mai profetico.
 
Concludo lo sfogo con un bell’esempio di giornalismo da Pulitzer proveniente da un noto quotidiano veneziano del quale non pronuncio il nome per decenza (non è “La Nuova”).

Nel coneglianese tira una brutta aria per Babbo Natale. Dopo l’intervento del vescovo mons. Giuseppe Zenti che per primo si era scagliato contro Babbo Natale accusato di stare scippando il Natale cristiano, ad attaccare Santa Claus sono adesso i parroci della diocesi, che in chiesa ne dichiarano l’inesistenza. Mons. Marcello De Nardo, parroco di Visnà di Vazzola, lo ha fatto durante una messa, presenti i bimbi delle scuole materne, affrontando nella sua omelia il tema del consumismo e della perdita dei valori cristiani. […] Diverso quello che è successo a Godega dove don Vittorino Battistella che dal pulpito ha affermato: "Babbo Natale è una favola come Cappuccetto Rosso" è diventato un caso mediatico, intervistato nella trasmissione Terra di Canale 5, ma soprattutto, ha scatenato le critiche feroci dei genitori che minacciano di non mandare più i figli a messa: […] "Il parroco – spiega una mamma -, poteva parlare del consumismo e dei veri valori del Natale, senza distruggere il sogno e la magia di Babbo Natale". […] "Sarei per dire sempre la verità – commenta una mamma -, anche perché non mi piacciono questi riti pagani acquisiti ad uso consumistico. Però poi mia figlia che fa la terza media mi ha detto che non è giusto, che i bambini hanno diritto di sognare". Santa Claus comunque non tema, a difenderlo ci sono i bambini e i ragazzi, consci o meno della sua inesistenza: "Un parroco – commenta Filippo, 8 anni -, che vuole bene ai bambini, non dice in chiesa che Babbo Natale non esiste perché i bambini dopo sono tristi.

Chi scrive segnala solo opinioni che vanno nella stessa direzione, concludendo velenosamente con l’affermazione di un bambino di otto anni che puzza parecchio di “pettinata” o “suggerimento dall’alto”. I miei complimenti. Per la cronaca il titolo era: Vazzola – I piccoli "bocciano" le omelie dei sacerdoti che mettono sotto accusa il consumismo e si dichiarano preoccupati per la perdita dei valori cristiani – «Su Babbo Natale abbiamo diritto di sognare». Ammazza che profondità di discorsi! (sottolineo che non ho nulla contro di loro, sia chiaro). E comunque dei bambini che “si dichiarano preoccupati per la perdita dei valori cristiani” nell’articolo non c’è alcuna traccia, nemmeno nelle parti che ho tagliato per brevità. Ma chiedere che il titolo di un articolo e l’articolo concordino a volte significa chiedere troppo.

 

In radio: E’ Natale (ma io non ci sto dentro) degli Articolo 31

Annunci

3 pensieri riguardo “Le solite polemiche natalizie…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...