Best of 2005… parte 1


Ormai lo fanno tutti. Scaruffi, Ondarock, Kalporz. Lo hanno fatto pure gli Offlaga Disco Pax, e quindi lo faccio anch’io: ecco a voi i miei premi e le mie classifiche musicali per l’anno 2005. Tenete conto che ho ascoltato circa 40-50 dischi usciti in quest’ultimo anno. Magari fra sei mesi rileggerò questo post  e cambierò mezza roba, ma intanto…

Miglior disco in assoluto e miglior disco italiano
Settlefish, The plural of the choir
. E’ strano che non siano ancora diventati famosi, nel circuito underground si intende. Una bomba.

Miglior disco in italiano
Offlaga Disco Pax, Socialismo tascabile (prove tecniche di trasmissione). Un tumulto, un vento potente che illumina le giornate di un inverno buio degli anni duemila.

Miglior disco straniero
System of a Down, Mezmerize. Non mi sono passati per mano molti dischi stranieri degni di nota, finora. Questo fino adesso è il migliore.

Miglior demo autoprodotto
Turn The Tide, Where tides begin to arise
. Grandi. Peccato che si siano già sciolti.

Miglior gruppo emergente della mia zona
Chinasky, Great taste hits
. Vedi recensione su questo blog (tag recensioni).

Categoria “Non siamo (ancora) bolliti”
Depeche Mode, Playing the angel. Non ci credevo quando dicevano che era il miglior disco della loro carriera. Non è vero infatti, ma sta probabilmente tra i primi tre/quattro. E’ bello sapere che non tutti i grandi gruppi pop anni ’80 incidono dischi di cui faremmo volentieri a meno.
Francesco De Gregori, Pezzi. La gran parte dei cantautori della sua generazione oggi fanno cose decisamente peggiori o vivono di compilation.

Categoria “Che sorpresa!”
Green Day, American idiot
. E’ uscito alla fine del 2004 ma non importa. Trattasi di un concept-album, di un’opera rock. Era da dieci anni che non facevano un disco così bello. E non avevo mai sentito due “suite punk”…
System of a Down, Mezmerize. Pensavo fosse un gruppo da truzzi (truzzi nel significato che gli dà un certo mio amico che suona la tastiera).
Morgan, Non al denaro non all’amore né al cielo. E’ un disco storico, perché primo caso in Italia di artista che rifà completamente il disco di un altro. E che disco.
Negramaro, mentre tutto scorre. La sorpresa è sapere che è stato uno dei dischi più venduti del 2005. Bello sapere che tanta gente in Italia non si è riempita le orecchie di ascolti deplorevoli. E
www.hitparadeitalia.it piazza in classifica di vendite gli Afterhours e i Marlene Kuntz prima di gente ben più pubblicizzata come Audioslave, Mariah Carey, White Stripes, Offspring, Piero Pelù… E il disco dei Marlene è tutt’altro che orecchiabile… ottimo!

Categoria “Teniamo botta”
Marlene Kuntz, Bianco sporco
. Sembrava fossero in declino, e invece. Bel disco, anche se di difficile ascolto. Questa sì che si chiama “maturità artistica!”
Afterhours, Ballate per piccole iene. Sono un po’ appannati e ripetitivi ma con quest’ultimo album dimostrano di saperci ancora fare. Aspetto di sentire la versione inglese. Avanti così.

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