Viva Lula!


Rullo su fucili!

Foto: Control Arms

Il 23 ottobre 122 milioni di brasiliani potranno votare per la proibizione della vendita a civili di armi e munizioni. Un passaggio cruciale per il paese sudamericano, che attualmente detiene il macabro primato del maggior numero di morti per arma da fuoco (circa 38.000 ogni anno). Pur nella sua dimensione nazionale, il referendum per la proibizione della vendita delle armi e delle munizioni in Brasile ha una rilevanza mondiale: per la prima volta un atto democratico di voto agirà direttamente sul tema del disarmo. Nella situazione attuale del mondo è di estrema importanza elevare il controllo internazionale delle armi per prevenire la violenza armata a livello globale. Il mondo intero si sentirà fortemente interpellato e coinvolto dai risultati di questa votazione, dall’impatto politico e strategico sicuramente globale.

[…]

Maggiori controlli sulle armi in Brasile hanno già iniziato a mostrare risultati positivi: nel 2004 (il primo anno dall’entrata in vigore dello Statuto sul disarmo) le morti per arma da fuoco sono diminuite dell’8%. Cio’ significa 3.234 vite salvate rispetto all’anno precedente. è la prima volta che una diminuzione del genere avviene in Brasile in 13 anni. Non va dimenticato poi che il governo del presidente Lula è stato tra i primi a sostenere la campagna internazionale Control Arms (promossa in Italia dalla Rete italiana per il disarmo e da Amnesty International) che si pone come obiettivo principale la promulgazione di un Trattato internazionale sul commercio delle armi.

Fonte: Unimondo.org

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5 pensieri riguardo “Viva Lula!

  1. Già, peccato solo che su L’Avvenire di ieri scrivevano che secondo gli ultimi sondaggi rischia di vincere il no. I promotori del no infatti affermano che questo referendum avrebbe l’unico effetto di disarmare la gente onesta: i delinquenti troveranno lo stesso un modo per procurarsi le armi. E forse è vero…

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  2. Delinquenti o no, il fatto è che ci sono un disastro di omicidi anche tra la gente onesta, tra famigliari, parenti e conoscenti, e magari solo per incidente (tipo pulendo la pistola e così via).
    E cmq spesso succede (ne sono sicuro) che criminali rubano armi nelle case; così si procurano armi legalmente registrate in modo molto facile.
    Da quello che leggevo (fonte: Pax Christi) i sostenitori del “no” sono le fabbriche di armi, i gruppi di potere, i ricchi proprietari terrieri, l’oligarchia politica, l’opposizione al presidente Lula.
    E sono strani gli ultimi sondaggi di cui parla l’Avvenire: io ne ho trovato uno opposto (e svolto da un giornale di destra tra l’altro, del 21 luglio però). Riporto uno stralcio dalla pagina http://italy.peacelink.org/latina/articles/art_12384.html :
    “Interessante una inchiesta di opinione, pubblicata dalla “Folha de Sao
    Paulo” il 21 luglio 2005 (e’ uno dei giornali di maggior tiratura e, oggi,
    apertamente il portavoce della elite brasiliana di destra). L’inchiesta e’
    stata realizzata dalla Data-Folha in 134 Municipi e ha ascoltato un campione
    di 2.110 persone. La domanda posta e’ stata la stessa del referendum: “Il
    commercio delle armi da fuoco e munizioni deve essere probito in Brasile?”.
    l’80% dei brasiliani interpellati dal sondaggio hanno risposto si’; il 17%
    no; il 3% non hanno risposto; il 24% degli intervistati non sapevano del
    referendum.”
    Ci vogliono grossi mezzi per stravolgere l’opinione di così tanta gente… i grossi mezzi di quei sostenitori del no che ho citato sopra…
    …incrociamo le dita…

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