Viva viva i diritti d'autore


Posto in blocco con un bel copia-incolla due pezzi apparsi su ChartItalia (chartitalia.blogspot.com) sperando che non mi denuncino per violazione dei diritti d’autore. Che sia vero che Jacko possiede i diritti d’autore delle canzoni dei Beatles? E Paul McCartney allora come campa, con i diritti delle canzoni dei Wings? Indagherò…

A cosa servono i diritti d’autore
C’è chi afferma che la Laura di Petrarca fosse una dodicenne e che la Beatrice di Dante fosse una bimbetta di 9 anni. Ascrivendo così i più celebrati poeti italiani nella schiera dei pedofili. Schiera, tra l’altro, ricca di personaggi riveriti socialmente quali il matematico e scrittore Lewis Carroll (Alice nel paese delle meraviglie), il musicista Benjamin Britten o il generale Montgomery, solo per citare i primi nomi che mi vengono in mente.
E’ di ieri la notizia che la celebre pop star Michael Jackson, reiteratamente accusato di pedofilia, è stato assolto con formula piena da un tribunale californiano. Non ci interessa, e nè ovviamente siamo in grado, di stabilire se le accuse di pedofilia erano fondate o meno, e nè ci interessa ergerci a censori dell’uno (il Jackson) o dell’altro (il tribunale).
Ciò che vogliamo rilevare è che non è la prima volta che Jacko (come viene chiamato dai suoi fan) è stato accusato di pedofilia: dieci anni fa era stato coinvolto in un caso analogo e ne era uscito indenne ricorrendo al suo ingente patrimonio finanziario: con un assegno di 20 milioni di dollari alla famiglia del piccolo Chandler. Ed anche nella causa attuale, il potersi permettere il pagamento di ulteriori 20 milioni di dollari di spese legali sicuramente ha giovato alla sua assoluzione.
Jackson è comunque in cattive acque finanziarie, oberato come sembra da oltre 200 milioni di dollari di debito che è riuscito ad accumulare grazie al suo bizzarro stile di vita. E ciò, nonostante gli immensi proventi derivanti dai diritti d’autore delle sue canzoni (è l’autore dell’album più venduto della storia della musica: Thriller, 1983) e, sopratutto, dalle canzoni dei Beatles di cui detiene i diritti.
Già. Cosa c’entra Michael Jackson con le canzoni dei Beatles? Beh, ogni volta che una canzone dei Beatles quale "Yesterday" o "Hey Jude" viene usata in una pubblicità, in un film, a teatro, in uno spettacolo televisivo, in un programma radiofonico, al bar, in discoteca, o sinanche in una suoneria per cellulare, una parte dei proventi vanno a Michael Jackson, contribuendo a finanziarne il suo stile di vita, ed a farlo uscire indenne da processi di pedofilia.
Già. La favola perennemente propagandata a proposito del copyright è che i proventi generati servono per la sopravvivenza degli autori che, altrimenti, non "creerebbero". Risulta piuttosto sorprendente che tali diritti vengano percepiti invece da persone che non c’entrano granchè con gli autori. E sopratutto, che tali diritti continuino ad essere percepiti a decenni dalla scomparsa dell’autore (e risulta difficile comprendere come il continuare a retribuire un autore scomparso da decenni possa costituire un incentivo a fargli scrivere ulteriori brani…).
Già, come si diceva: a cosa servono i diritti d’autore…

Il diritto d’autore espropriato all’autore
Qualche mese fa ero rimasto colpito dalla meschina vicenda in cui era rimasto coinvolto un sito tributo a De Andrè, tanto che era stato costretto alla chiusura. Di che delitto si era macchiato il suddetto sito? Di aver pubblicato i soliti "materiali protetti da diritto d’autore". Quali erano questi materiali? Testi, spartiti e file midi autoprodotti da un altro fan appassionato delle canzoni del grande Faber. Normale amministrazione sulla rete e per il mondo delle 7 (o giù di lì) note, ormai in preda di azzegarbugli e legulei.
Io ero rimasto al fatto che, come si rileva dalla lettera inviata dalla BMG Ricordi al povero webmaster del sito incriminato, fosse stata la stessa Fondazione De Andrè a segnalare i "delitti" dell’appassionato cultore dell’arte di Fabrizio. All’epoca ero rimasto schifato dal fatto che la Fondazione De Andrè, il cui unico scopo è quello di mantenere viva la memoria del grande cantautore genovese, si adoperasse per far tacere un sito tributo alla sua memoria.
In realtà non ero mai venuto a conoscenza della lettera che la Fondazione De Andrè aveva spedito allo sfortunato webmaster. Beh, ve la ripropongo perchè molto "istruttiva" su come funziona il diritto d’autore:

"La Fondazione Fabrizio De André O.n.l.u.s. è molto dispiaciuta dell’incidente occorso al sito De André Tribute.
Dobbiamo tuttavia precisare che la pubblicazione dei testi di Fabrizio non dipende dalla volontà della Fondazione bensì dalle Edizioni che ne sono proprietarie e, in quanto tali, concedono eventuali autorizzazioni al loro utilizzo.
Tale autorizzazione è stata negata persino allo stesso sito ufficiale fondazionedeandre.it che, peraltro, continua la sua attività di informazione costante su tutte le iniziative legate a Fabrizio."

In altri termini: la Fondazione Fabrizio De Andrè, il cui presidente è la signora Dori Ghezzi De Andrè e tra i membri vi sono anche i figli, non è proprietaria dei testi di Fabrizio De Andrè!
Ora c’è da ricordare che il diritto d’autore si estende per 70 anni dopo la morte dell’autore e, i puri di spirito penserebbero che tali diritti spettino agli eredi: alla moglie ed ai figli, quindi. Ed invece no. I diritti d’autore spettano ai "detentori" cioè, usualmente, gli editori. Beh, forse si capisce meglio perchè nel corso degli anni gli editori si sono profusi in "pressioni" asfissianti per far approvare trattati sovranazionali che aumentassero sempre più la durata del diritto d’autore: in circa un secolo la durata del diritto d’autore è aumentata di circa un secolo. Negli States la hanno già portata a 95 anni dopo la morte dell’autore e le solite lobby delle case discografiche stanno facendo pressioni per portarla a 90 anni, attraverso la loro solita mosca cocchiera: l’altrettanto solito Blair.
Davvero una vicenda meschina, gestita in modo miserevole dalla BM Ricordi. Mi spiace che la memoria di Faber sia irrimediabilmente rimasta invischiata. Il diritto d’autore è ormai un mostro giuridico che sta contribuendo gradualmente ad uccidere la musica.

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3 pensieri riguardo “Viva viva i diritti d'autore

  1. Anche a me non risulta questa cosa, risulta solo che Dante conobbe Beatrice che lei aveva 12-13 anni.
    E allora cosa dovremmo dire per esempio della tresca Platone-Socrate-Aristotele-Alessandro Magno-… ?

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  2. beh, denuncia per violazione di diritti d’autore proprio no, però per violazione del buon gusto proprio sì

    in questi casi è sufficiente un link ai post originali: l’unico link riportato rimanda al sito hitparadeitalia.it che non è quello del blog (chartitalia.blogspot.com)

    va beh, diciamo che bastano le intenzioni

    chartitalia

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