I Jennifer Gentle a Mogliano Veneto


Come già sa chi ha letto gli scorsi post o ha fatto un giro recentemente nel sito dei Kontrofase, venerdì 1 luglio il nostro gruppo si è recato a vedere i Jennifer Gentle al Summer Nite Festival di Mogliano Veneto. Francesca compresa finalmente libera da impegni scolastici.
Era già nostra intenzione recarci a vedere questo concerto; l’intenzione è diventata praticamente un obbligo quando ci è giunto con grande nostra sorpresa l’invito da parte di Alex, il batterista, direttamente per e-mail. Quest’ultimo infatti ha saputo, non abbiamo capito però le modalprecise, che abbiamo suonato una cover del loro ultimo singolo I do dream you durante la nostra ultima esibizione il mese scorso.
Il gruppo, in formazione a cinque, ha cominciato il concerto suonando le loro hit, ovvero i primi tre pezzi che abbiamo conosciuto in quanto legalmente scaricabili da internet: la stessa I do dream you più Locoweed e Mad House, queste ultime due tratte da Ectoplasmic Garden Party, il loro secondo album uscito nel 2002. Un disco che nonostante gli appena tre anni di vita è già stato elevato a pietra miliare da alcuni addetti ai lavori (si veda Scaruffi.com o Ondarock per credere).
Il concerto è poi filato via liscio tra pezzi onirici e stralunati, una bella suite tipo “A saucerful of secrets” che non ho trovato nei CD che ho comprato e qualche pezzo con forti echi di Velvet Underground. Comunque alla fine ho scoperto che le canzoni del gruppo assomigliano ai Pink Floyd meno del previsto.
Già dal nome stesso del gruppo si capisce da dove arriva l’ispirazione, ovvero proprio dai Pink Floyd degli esordi capitanati da Syd Barrett (seconda metà anni ‘60). Suonano un rock psichedelico cantato in inglese con forti spruzzate di acid folk grazie alla voce da “gatto malato” del cantante Marco, alla simpatiche sonorità della batteria di Alex e alle evoluzioni degli altri tre componenti, tra cui spicca il tastierista che a volte metteva le mani sullo strumento che sembrava un massaggiatore.
Un gruppo ancora giovane e italianissimo, ma nato nel posto sbagliato (a Padova) e con quarant’anni di ritardo. Ed è proprio questo che li rende originali, ovvero il loro saper suonare egregiamente un genere che in Italia non ha mai avuto iterpreti degni di nota, neanche nel suo periodo migliore.
Una cosa che ha colpito me e Mirco è il fatto che tutti i componenti del gruppo, oltre che a suonare, lavorano. Tre di loro infatti non sono fissi ma si danno il cambio con altri tre. E sono sotto contratto con la mitica SubPop dei Nirvana…
Al termine del concerto gli abbiamo invitati a IndipendenzaSonora visto che non abbiamo potuto fargli sentire la nostra versione accelerata del loro ultimo singolo (ci hanno detto che siamo il primo gruppo ad averli “coverizzati”…) Marco ha detto che farà di tutto per esserci mentre Alex ha detto che sarà dura, visto che dopo tre giorni convoglierà a nozze. E noi li aspettiamo!

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