Recensioni di dischi / 2


Come promesso eccovi una seconda botta di recensioni, in due pezzi visto che l’impaginazione del template mi dà qualche problema…

Hotel (Moby 2005)
Il bis-nipote di Herman Melville raggiunge subito la hit parade italiana abbinando il primo singolo, frettolosamente caduto del dimenticatoio, alla solita pubblicità dei cellulari. Musicalmente presenta delle sonorità un po’ anni ’80, un po’ new wave e un po’ ambient, c’è qualche pezzo che si somiglia, una bella cover dei New Order ("Tempation"), un omaggio a David Bowie ("Spiders"). Rispetto a "Play", il disco che lo rese celebre sei anni fa, i quindici pezzi (scelti su trecento!) hanno più testo, e qua è là compaiono i fantasmi dell’11 settembre 2001, quando Moby ebbe come regalo di compleanno la visione in diretta da Manhattan del crollo delle Torri Gemelle. In altri casi si cade nel banale, ma è piuttosto normale nella musica di questo tipo. Ottima la voce di tale Laura Dawn che impreziosisce alcune tracce.
L’album è disponibile anche in versione speciale con un secondo CD, "Hotel Ambient CD". Un disco per l’appunto ambient dove ancora di più si sentono le sonorità tipiche di Eno, anche se quest’ultimo appartiene communque ad un altro pianeta. Voto media tra i due dischi: 6+

The Platinum Collection (Genesis 2004)
Fare una compilation decente di un gruppo progressive rock che ha pure inciso dei concept album è un’impresa ardua se non impossibile… si veda a proposito il discutibile "Echoes" dei Pink Floyd. Pur non avendo quasi mai sentito pezzi dei Genesis sono quasi certo che questa compilation non è per nulla esauriente. I primi due CD contengono il meglio del loro periodo "Rock-pop" (1980-1997), cioè roba non molto diversa da quella prodotta da Phil Collins da solista, il terzo invece presenta alcuni lunghi brani progressivi remixati da tale Nick Davis, anche se non capisco qual’è la differenza rispetto agli originali se non che forse sono stati tagliati alla fine. Il terzo disco è ovviamente il migliore, contenendo quatro perle come "The Cinema Show", "Supper’s ready", "Firth of fifth" e "The Musical Box". Sicuramente altre gemme del gruppo non sono inserite in questa raccolta, sarà quindi mio scrupolo procurarmi quanto prima qualche loro album.
 Voto: 7- alla qualità media dei pezzi, 4 (credo) alla scelta dei brani. Fate voi la media…

American idiot (Green Day 2004)
Sembrava ormai sulla via del declino il gruppo che raggiunse la celebrità dieci anni fa con "Basket case". E invece con questo album risalgono la china. Nove i minuti di lunghezza di "Jesus of Suburbia", un’eternità per un pezzo punk. Molti pezzi sono potenzialmente dei singoli. Piacevole da ascoltare. Voto: 6,5

Mondo Marcio (Marcio 2004)
A proposito di Genesis, comincia con la base di "The Cinema Show" il disco di debutto di Gianmario Marcello alias Marcio, classe 1986, uno dei più promettenti rapper italiani. "Dentro a un sogno" se fosse passata a martello in radio raggiungerebbe con una certa facilità la cima della hit parade. Carine le basi, belli i testi, anche se potebbe parlare anche di qualcos’altro oltre che delle sue vicende personali. Voto: 6,5

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