Gli Oneida e gli Arpia a Cison di Valmarino


E’ con molta curiosità che ci siamo recati ieri sera alla Corona del Re di Cison di Valmarino per assistere al concerto degli Oneida. Si tratta di un trio newyorchese difficilmente classificabile che ha recentemente pubblicato il suo decimo lavoro tra album ed EP in nove anni di attività, e dovrebbe uscirne un altro entro Natale.

La prima sorpresa, arrivati in questo bellissimo localino perso in mezzo ad un grande bosco sacro alla Patria è che il biglietto di entrata consiste in un simpatico disegnino fatto a mano sul momento da una tipa all’ingresso con un pennarello indelebile. E per fortuna che su Internet c’era scritto “consigliata la prevendita!”. Seconda sorpresa è sapere che potevamo pure ordinare le pizze che, pur essendo un po’ più piccole del normale, avevano prezzi da ventesimo secolo (3 euro e mezzo la margherita). Ma non divaghiamo.

Prima degli Oneida suonano gli Arpia, duo di Vittorio Veneto che durante tutta l’esibizione non ha pronunciato neanche una parola, né durante i pezzi, tutti strumentali, né prima, per presentarli, né dopo, per ringraziare. Suonano una musica psichedelica-sperimentale molto fine anni ’60, vagamente simile ai Pink Floyd di Ummagumma per dire, o a certa musica di avanguardia tipo Stockhausen. Il tutto grazie all’apporto di un vecchio clavicembalo elettrificato pescato chissà dove (a Bologna, ci diranno dopo) e suonato da un pianista piuttosto originale accompagnato dal suo collega, un ragazzo barbuto e puzzolente che suonava una chitarra classica sventrata ed elettrificata rumoreggiando con l’apporto di un vecchissimo televisore portatile fuori onda. Il risultato finale è stato piuttosto notevole, anche se sarebbe stato più adatto come ambiente un pub di periferia fumoso e pieno di gente strafatta…

Segue quindi l’esibizione degli Oneida, che parte con una lunga suite della durata di venti minuti abbondanti. Al termine il tastierista, che durante il concerto si esibirà pure come cantante e bassista, già ha i capelli inzuppati di sudore. Quest’ultimo per tutto il concerto si è scatenato come un posseduto su una tastiera veramente vecchia e malridotta, piena di scritte a penna come si può vedere in foto. Discorso simile si può fare per il batterista, la cui espressione durante le esibizioni era tutto un programma: sembrava avesse pure gli occhi incrociati! Più composto, si fa per dire, il chitarrista/cantante, un tipo un po’ soprappeso con maglietta dei Mudhoney e calvizie incipiente.

I loro pezzi avevano tutti uno stile particolare fatto di arpeggi e accordi ripetuti centinaia di volte con poche variazioni, quasi una specie di techno, con dosi di hard-rock, noise e sonorità anni ’60.

Alla lunga comunque questa ripetitività li ha resi un po’ monotoni facendo calare l’intensità del concerto verso la fine. Come ultimo pezzo suonano Sheets of Easter, la traccia iniziale di quello che è considerato il loro miglior disco, Each one teach one del 2002, che mi sono portato a casa con gli autografi. Pubblicherò la recensione tra pochi giorni.

Sheets of Easter: un pezzo che sembrava non finire mai, un quarto d’ora abbondante con lo stesso pesante giretto ripetuto a iosa insieme alla stessa parola. Una provocazione bella e buona, una pazzia che però sul disco funziona meglio.

Alla fine si è capito che gli Oneida forse non hanno voluto esagerare (!!!) per risparmiare qualche energia essendo stata questa sicuramente la tappa minore del loro tour europeo. Come potete vedere qui sotto sono diciassette concerti altrettanti giorni, quasi tutti in grandi città: è chiaro che la data di Cison era la più indicata per tirare un po’ i remi in barca anche se certo non hanno sfigurato. Forse non si poteva pretendere di più: si tratta pur sempre di una delle band indipendenti più accreditate su tutto il pianeta, ed è già tanto che siano venuti a suonare così vicini a casa nostra.

Oneida – Tour europeo 2005

19 maggio – Brescia – Freemuzik
20 maggio – Bologna – Il Covo
21 maggio – Mezzago (Milano) – Bloom
22 maggio – Roma – Circolo Degli Artisti
23 maggio – Cison di Valmarino (Treviso) – Corona del Re
24 maggio – München – Prager Frühling
25 maggio – Berlin – Zentrale Randlage
26 maggio – Hamburg – Hafenklang
27 maggio – Rotterdam – Worm
28 maggio – Diksmuide – 4AD
29 maggio – Kontich – Lintfabriek
30 maggio – Den Haag – Paard van Troje
31 maggio – Birmingham – Jug of Ale
1° giugno – Glasgow – Nice ‘n’ Sleazy
2 giugno – London – 93 Feet East
3 giugno – Nottingham – Green’s Mill Old School Hall
4 giugno – Bristol – Venn Festival

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