Zona recensioni – 1


Mini recensioni di un po’ di dischi che ho ascoltato recentemente. Nell’attesa che prima o poi mi diano una rubrichina sul giornale per scriverle meglio e più ampie. Passerà mai il mio direttore per questo blog…?

Kesto (234:48:4) (Pan Sonic 2004)
Se in pubblicità definiscono Moby il re dell’elettronica, i Pan Sonic cosa sono? Questo duo finlandese se ne esce con un album quadruplo della durata complessiva di tre ore e 55 minuti scarsi come dice il titolo stesso. Pezzi techno, industrial e ambient, alcuni di una potenza devastante, altri invece estremamente dilatati, anche troppo, in particolar modo l’ultimo, un estenuante (e piuttosto noioso) tour de force di 61 minuti che copre l’intero quarto CD. Ondarock lo definisce splendidamente "la colonna sonora ideale per un bar aperto in una fonderia ancora attiva". Secondo me rischia di diventare una pietra miliare del genere. Voto: 8,5

Around the sun (R.E.M. 2004)
Il 2004 è stato l’anno dei deludenti ritorni di vecchie band e cantanti che hanno raggiunto il culmine della loro carriera negli anni ’80. I R.E.M. sono una di queste, e lo stesso discorso si può fare con poche varianti per Vasco Rossi, gli U2, Prince e i Duran Duran, per esempio. Nell’ultimo disco di Stipe e soci non c’è niente di nuovo se si esclude un pezzo Hip Hop di cui si poteva fare benissimo a meno. Sì vabbè, ha qualche pezzo che critica la politica di Bush dopo l’11 settembre, si inseriscono in una moda passeggera di tanti cantanti americani. Un po’ come qui in Italia scrivere il pezzo contro Berlusconi. L’11 settembre e Bush d’altronde fanno vendere (basta entrare in una libreria per rendersene conto). Ma le vere canzoni di protesta politica sono ben altre… Voto: 5-

Buoni o cattivi (Vasco Rossi 2004)
Dal 1984 in poi la carriera del Blasco è stata tra vari alti e bassi sempre tendente verso il peggio, a differenza delle vendite che invece sono sempre cresciute. Difficile dire se sia peggiore questo disco o Stupido Hotel, entrambi album più venduti dei rispettivi anni di uscita. Diamo uno sguardo ai testi: nel 2001 vasco cantava "Tu vuoi da me qualcosa", oggi canta "Che cosa vuoi da me". Agli esordi nel 1978 cantava "La nostra relazione oramai non ha più senso", oggi canta "Voglio dare un senso a questa storia". Sono passati ventisei anni però, deciditi, cavolo! I pezzi: la title-track è una celebrazione dello stesso Vasco, il (finto?) "cattivo" anticonformista che mandava in delirio le ragazze venticinque anni fa, e il (finto?) "buono" che manda in delirio le figlie e i figli di quelle stesse ragazze ora madri di famiglia che con Vasco vanno sul sicuro come con la Kinder Brioss. Anche "Come stai" è un’autocelebrazione in seconda persona come lo fu tre anni fa "Standing ovation" e ha avuto successo più che altro per aver fatto dal colonna sonora alla pubblicità di un cellulare. Originale, no? "Un senso", invece, è un capolavoro. Di furbizia. Ascoltandola con il cervello spento come direbbe lo stesso Vasco sembra una canzone stupenda. Ma basta leggere il testo per capire come si tratti di un pezzo di una banalità disarmante. Le altre canzoni infine faremo fatica a dimenticarcele. Semplicemente perchè probabilmente non le sentiremo mai. Ormai Vasco è un semplice presta-faccia: mezzi testi non sono suoi, la musica invece è pesantemente influenzata da Stef Burns e la sua chitarra (ascoltarsi il suo disco solista "Swamp tea", 1999, per credere). E per fortuna che doveva essere "il nuovo fabrizio De Andrè"! Sir Mick Jagger ha 63 anni e ancora fa concerti, noi allora per quanti anni ancora dovremo sorbirci l’"appena" 53enne Vasco? Voto: 4

Love Angel Music Baby (Gwen Stefani 2004)
L’ex voce dei No Doubt debutta da solista con un album sicuramente commerciale e con nulla di innovativo, ma fatto e arrangiato decisamente bene, grazie all’aiuto di Andre3000 degli Outkast e dei New Order. Non certo degli stupidi quindi. Voto: 6+ solo perchè dimostra che la musica leggera e spensierata non dev’essere per forza stupida o banale.

Il sogno del gorilla bianco (Tre Allegri Ragazzi Morti 2004)
Non ci siamo. Neanche stavolta la band di Pordenone riesce a fare il salto di qualità. Un po’ meglio del precedente "Mostri e normali", ma la qualità media dei pezzi è inferiore a quella che ho sentito ai concerti. Voto: 6+

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2 pensieri riguardo “Zona recensioni – 1

  1. I Tre Allegri Ragazzi Morti non fanno mai niente di speciale/geniale/rivoluzionario, ma quando suona una loro canzone si diffonde nell’aria una serenità contagiosa…Nemmeno Bob Marley li supera. E’ questo uno dei loro più grandi pregi, secondo me. Andate a vedervi i loro concerti fioi (tra l’altro spesso sono gratis!).

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  2. Io farei un elogio al nostro amico recensore. Io non avrei mai avuto il coraggio di procurarmi un cd di Vasco o dei REM…pigrizia da pregiudizio. Invece lui non si fa problemi a recensirli. Fortuna che li ha stroncati cmq…

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