La locanda di Emmaus chiude i battenti… almeno per ora…


In una chiesa di Camino gremita di gente e conciata come mai si era visto (si vedano le foto per credere, le pubblicherò quanto prima) abbiamo messo in scena per la terza volta la rappresentazione de “La locanda di Emmaus”, la prima a casa nostra, e in teoria, anche l’ultima in totale, sempre che qualcuno non ci chiami ad esibirci ancora com’è successo l’anno scorso a Faè.
Ora che tutto, forse, è finito, possiamo tirare i bilanci.
Di cosa è successo ne ho già parlato nei due articoli che ho scritto per L’Azione, quindi ora più che altro concederò qualche commento personale…
Qual è stata la migliore delle tre esibizioni? Guardiamo il bicchiere mezzo vuoto: la prima sera ha avuto il fuori programma del Papa, che comunque non è stato un brutto momento, anzi è stato decisamente emozionante e dubito che i presenti in sala se ne dimenticheranno facilmente. La seconda sera, Domenica scorsa, eravamo tutti appagati dal successo della sera precedente, e di questo “rilassamento” ne ha risentito soprattutto l’intensità della recitazione. La terza esecuzione, ieri sera a Camino, è stata funestata più che altro dai problemi con i microfoni che hanno ancora una volta penalizzato gli attori, i quali comunque hanno dato una prova migliore di quella di Domenica.
Riguardo a noi musicisti non so dire in che sera abbiamo suonato meglio. In tutte e tre le serate abbiamo disseminato qualche cappella qua e là di cui in pochi se ne saranno accorti, o almeno spero; i nostri errori quindi si sono equamente distribuiti lungo le tre sere, o quasi. Comunque abbiamo fatto un’ottima figura e tanti ce lo hanno manifestato, tanto che siamo stati chiamati ad animare l’incontro di preghiera foraniale per il Papa domani sera a Oderzo.
In generale forse la migliore serata è stata la prima, grazie alla “tensione del debutto” che ha tenuta alta l’attenzione. In quanto a spettacolo sicuramente le due esecuzioni di Fratta sono state nettamente migliori di quella caminese, ma bisogna tener luogo dell’ambientazione: la chiesa di Fratta, bellissimo esempio di edificio sacro fine anni ’60 con pianta a teatro greco, si presta in maniera decisamente migliore per questo genere di cose rispetto alla chiesa di Camino, edificio secolare con classica pianta a croce. Discorso opposto invece per il suono: l’acustica della chiesa di Camino, decisamente migliore rispetto a quella di Fratta, è riuscita a sopperire al meglio ai problemi dei microfoni, e le battute non amplificate sono state comprese anche da chi stava in fondo all’edificio.
Tutte (o quasi) le persone che hanno collaborato alla buona riuscita dello spettacolo hanno posto la loro firma su due locandine, che saranno incorniciate e conservate una a Camino e una Fratta… ad perpetuam memoriam. Si è trattato del primo evento organizzato insieme dai due paesi, e la collaborazione è destinata a continuare.

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Un pensiero riguardo “La locanda di Emmaus chiude i battenti… almeno per ora…

  1. Domenica 12 Giugno penso verso Sera ci sarà, interpretato dai ragazzi che stanno facendo catechismo per la cresima, il musical “Madre Teresa”…
    Ti farò saper di più, o sommo HAL ^^

    Nel frattempo ti avviso anche che siamo vicini alla Festa Della Birra… ti terrò informato!

    Bacioni
    – Paola

    P.S. ti avevo visto al “Da più grande Mano”, solo che eri così indaffarato che non ho voluto romperti XD

    Mi piace

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